I ransomware non fanno, ormai, più sconti a nessuno: se l'ondata verso le piccole e medie aziende non si è arrestata mai (e Ryuk continua a fare da protagonista), la scorsa settimana c'è stato un vero e proprio picco di attacchi contro laboratori e strutture sanitarie un pò in tutto il mondo. D'altronde, come dichiarato recentemente dagli appartenenti alla banda Revil, attualmente la più pericolosa famiglia ransomware in attività, gli ospedali sono bocconi prelibati perché deboli in termini di cyber sicurezza, ma con una necessità estrema di rientrare in possesso dei dati e riattivare i sistemi fosse anche solo per tutelare vite umane.
Ha fatto però notizia sui media di tutto il mondo un attacco ransomware in particolare, i cui effetti hanno davvero messo in ginocchio gli States costringendo addirittura il Presidente Biden a dichiarare lo stato di emergenza: parliamo dell'attacco ransomware che ha colpito il Colonial Pipeline, il più grande oleodotto del paese.
Il Colonial Pipeline trasporta i prodotti di raffinazione del petrolio per tutti gli Stati Uniti meridionali e orientali: la compagnia traporta circa 2.5 milioni di barili al giorno lungo 5.500 miglia di infrastrutture e fornisce circa il 45% di tutto il carburante usato nella East Coast.